da: “Villafranca Week” del 23-02-2018

da: “Villafranca Week” del 23-02-2018

villafrancaweek.it

Articolo pubblicato il 23/02/2018 alle ore 17:26.

 
Non demorde la Cooperativa SOS Casa di Villafranca – costituita nel 1990 dalla ComunitÃ
Emmaus – nel portare all’attenzione dell’opinione pubblica il grave problema di chi non
trova una casa popolare e nel contempo si assiste allo stato di degrado in cui versa il
patrimonio abitativo pubblico. Il 20 febbraio lo ha fatto invitando all’Auditorium Comunale di
Villafranca alcuni candidati al Parlamento Italiano.
“È doveroso da parte nostra portare all’attenzione di tutti – ha tenuto a precisare Renzo
Fior, responsabile della locale Comunità Emmaus – il problema casa e, per contro,
denunciare la progressiva latitanza degli enti pubblici preposti (nazionali e regionali), che
non stanziano fondi adeguati, da destinare in particolare alle Ater provinciali (Aziende
territoriali per l’edilizia residenziale), gestori delle case popolari”.
La Cooperativa SOS Casa ha chiesto e ottenuto da Ater cinque alloggi inutilizzati per
ristrutturarli e assegnarli a giovani, famiglie e altri casi con limitate possibilità di reddito.
“L’intesa è che alla fine del comodato gli alloggi – ha ricordato Renato Ferraro presidente
della Cooperativa – ritornino nella disponibilità pubblica”. Questo però non basta ed “è solo
una piccola goccia in un oceano. È tempo che la politica faccia il suo dovere con proposte
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concrete e fattibili. È per questo che abbiamo voluto incontrare alcuni candidati del territorio
al Parlamento. Dispiace che la risposta dei candidati non sia stata adeguata. Noi però non
molliamo la presa”.
All’incontro erano presenti anche Marco Montresor del Sunia (Sindacato unitario nazionale
inquilini ed assegnatari) di Verona e Massimo Castellani, Segretario generale della Cisl di
Verona. “Serve uno stanziamento – ha detto Montresor – di fondi a livello regionale dell’1%
per sistemare tutti quegli immobili di edilizia popolare che attualmente risultano sfitti e
inutilizzati e che comportano comunque delle spese per lo Stato”.
“Esigenza abitativa, ambiente e territorio – secondo Massimo Castellani – sono politiche da
sviluppare assieme con tutti i soggetti sociali che hanno a cuore i problemi di questo
Paese. Serve quindi uno sforzo comune perché l’ambiente sia ospitale e ci si possa vivere,
lavorare e progettare nel rispetto della cultura degli abitanti”.
La parola è andata poi ai candidati al Parlamento presenti. Maurizio Facincani del PD ha
detto che si impegna “a collaborare, sia che sia eletto o no, con Emmaus e tutti soggetti
coinvolti su questo tema per costruire un disegno di legge che metta a sistema le
disponibilità pubbliche e private per costruire un progetto di integrazione, che tenga
insieme le necessità di chi ha bisogno di una casa, la necessità di ristrutturazione del
patrimonio esistente e salvaguardare il tessuto sociale che sta attorno alle persone
che abitano nelle case da assegnare o da ristrutturare”.
“È assurdo che ci siano a Verona 500 appartamenti Ater vuoti – ha detto Fiorenzo Fasoli di
Potere al Popolo – e 9mila case sfitte. C’è quindi una disponibilità di accesso alla casa
notevole e poi dall’altra parte abbiamo situazioni di degrado e crisi sempre più forti. Occorre
quindi cambiare la politica portando le questioni sociali al centro della stessa e non
relegarle come marginali rispetto al fiscal compact o al pareggio di bilancio”.
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